La preghiera è un luogo di incontro con il Dio vivente.
Il Dio che ci attende nel silenzio non è un giudice distante, ma amore assoluto – Colui che comprende, perdona e risana. Quando una persona entra nella vera preghiera, quando permette a Dio di toccarla nel profondo, allora avviene un cambiamento: la persona diventa più simile a Dio.
La vera preghiera non è una fuga dal mondo, ma una trasformazione del cuore. Nella preghiera, una persona trova la forza di dire all’altro:
«perdonami» – perché ha sperimentato lei stessa il perdono di Dio,
e «grazie» – perché si rende conto che tutto ciò che ha proviene dall’amore.
Chi incontra veramente Dio nella preghiera comprende meglio la persona che gli sta accanto. Non giudica, non spettegola né prova piacere negli errori altrui. Nella preghiera scompaiono l’invidia, la gelosia e l’inquietudine – perché in Dio la persona trova la pace.
Ma la preghiera non porta solo pace: fa nascere la saggezza di vita. Chi è in costante comunione con Dio impara a vedere il mondo con gli occhi di Dio. Le esperienze della vita diventano i suoi maestri, non le sue trappole; non ripete gli stessi errori, non giudica troppo frettolosamente e impara a riconoscere la verità in ogni relazione. Tale preghiera diventa una luce che guida anche nei momenti più difficili.
La preghiera ci rende persone di pace e di saggezza. Nella preghiera, una persona non cambia Dio: è la preghiera a cambiare la persona. E se la preghiera non cambia una persona, allora è la persona che deve cambiare il proprio modo di pregare.