Nel mondo di oggi, il lavoro viene spesso visto esclusivamente attraverso il prisma del guadagno, dello status e del successo. Il lavoro diventa un mezzo di acquisizione, piuttosto che un percorso verso l’autorealizzazione. Una tale visione allontana l’uomo dal vero significato del lavoro – poiché il lavoro non riguarda in primo luogo il denaro, ma la soddisfazione, quella contentezza interiore che deriva dall’amore per ciò che facciamo.
L’uomo è creato a immagine di Dio, e Dio è – come ci insegna la Sacra Scrittura – un Dio operoso:
ha creato il mondo in sei giorni e il settimo giorno si è riposato.
Nell’esempio di Dio scopriamo la verità che il lavoro ha dignità: è una partecipazione alla creazione di Dio, un’opportunità affinché l’amore diventi concreto, visibile e fecondo.
Il lavoro svolto con amore dona alla persona forza, pace e un senso di appagamento.
Non sfinisce, ma edifica.
Quando una persona fa ciò che ama, il lavoro diventa uno spazio di crescita, non di costrizione.
Ecco perché Pontes Salutis vuole essere un luogo in cui il lavoro ritrovi il suo significato originario – un luogo in cui una persona faccia ciò che ama, con amore e con la consapevolezza che così facendo partecipa all’opera di Dio.
Il lavoro occupa un terzo della nostra vita, forse anche di più.
Ecco perché non deve essere solo un luogo di obblighi, ma un luogo di comunità.
Quando le persone lavorano insieme, pianificano, condividono lo sforzo e gioiscono del successo collettivo, allora il lavoro diventa fonte di fratellanza e stabilità psicologica.
In un’atmosfera del genere, una persona cresce non solo professionalmente ma anche spiritualmente – perché il lavoro svolto con amore crea pace, ordine e gioia.
Il lavoro è amore reso visibile.
Quando è pieno di significato, non consuma una persona – la rende completa.